Belanger e Khatibi a Bruxelles

Come è sua abitudine, la galleria rodolphe janssen di Bruxelles (rue de Livourne 32) propone, nelle sue bellissime e nitide sale una doppia personale: Genesis Belanger con “The Party’s Over” e Sanam Khatibi con “Cyanide”.

Ci soffermiamo su questo secondo autore (nato in Iran nel 1979, vive a Bruxelles) per la particolarità della sua genesi pittorica e perché vanta un curriculum di tutto rispetto, avendo di recente tenuto delle personali alla Kunsthal Gent, da P.P.O.W a New York e al BPS22 di Charleroi.

Il tema dominante dell’opera di Sanam Khatibi è il paradiso perduto, questo Eden di cui dopo la caduta (peccato originale o altro) abbiamo scordato il rumore delle acque, la natura rigogliosa, la pace dei sensi, l’armoniosa convivenza tra i vari esseri viventi. E una perdita diviene presto nostalgia, e profezia nefasta del vivere quotidiano o, per dirla in altro modo, riflessione sulla caducità della vita, su quegli aspetti del piacere che presto diviene dolore e sofferenza. Tema che autori del passato hanno trattato nei cicli del Trionfo della morte e delle vanitas ovvero di nature morte dove l’accumulo di oggetti degni di essere ammirati hanno già in sé il seme della loro fine: un fiore reciso è destinato ad appassire e un frutto maturo è destinato a marcire. La bellezza, quindi, non come ancora di salvezza, ma come transito filosofico verso valori più alti e meno transeunti.

Il tema della vanitas (che tanto ha ispirato i pittori introspettivi dal Manierismo in poi) riconduce alla frase latina “Vanitas vanitatum et omnia vanitas”, ma in realtà la frase è un calco linguistico tratto dall’ebraico “havel havalim”, cioè dal libro biblico dell’Ecclesiaste, dove il sapiente, dopo aver esplorato ogni aspetto della vita materiale, giunge alla conclusione che tutto è vanità. Il tema è talmente potente e pervasivo che lo ritroviamo, con le sfumature più disparate, sparso tra le righe della letteratura più elevata: da Boccaccio al Petrarca, dall’Ariosto al Leopardi, fino a Johann Wolfgang von Goethe che gli dedicò il componimento poetico “Vanitas, Vanitatum Vanitas”.

Ora, con la mostra “Cyanide” l’autrice ritorna a questo tema, proponendoci ventuno tavolette di piccolo formato sul tema della natura morta e del pensiero “negativo” che sta dietro a tanta apparente esuberanza. Ecco, allora, la pittura come evidente volontà dell’apparire che si riallaccia alla migliore tradizione fiamminga: la cosiddetta natura morta abbinata a forme di vita (insetti o piccoli rettili), proprio per aumentare il contrasto tra l’essere e l’apparire. Certo, se debbo pensare a una prima forma di natura morta (ancora priva di filosofemi e pensieri negativi) vivificata per contrasto dall’animale che agisce sulla scena della raffigurazione, il percorso filologico mi riporta all’età classica e in particolare al mosaico del “Gatto che addenta una pernice”: un esempio superbo di un genere che poi ha avuto gli sviluppi che conosciamo.

Tuttavia, in Khatibi, il vaso di fiori, che si accompagna a una collezione di conchiglie o a un teschio umano o a insetti e piccoli rettili, non ci riporta a un percorso di tipo filologico o archeologico: un esame più attento rivela l’impossibilità che questi oggetti dipinti provengano da un passato lontano o da una medesima epoca storica, dal momento che un’eterogeneità di materiale e manifattura li riporta al tempo presente e a una sostanziale diversità geografica da cui provengono. La presenza di questi oggetti, quindi, radica il tema della vanitas all’interno di una doppia prospettiva, un cono temporale che va in due direzioni: una verso il passato, l’altra verso il presente. All’interno di queste composizioni scenografiche i corpi e gli oggetti possono essere riorganizzati all’infinito. E la pittura di Khatibi opera proprio in questo senso: perseverando nell’organizzazione di sistemi iconografici convincenti e verosimili.

Fabio Fabris

Info:

fino al 30 gennaio
Genesis Belanger. “The Party’s Over”
Sanam Khatibi. “Cyanide”
galleria rodolphe janssen
rue de Livourne 32, Bruxelles
info@rodolphejanssen.com

Sanam Khatibi, vista parziale della mostra Cyanide, alla galleria rodolphe janssen, 2020, ph courtesy rodolphe janssen, BrusselsSanam Khatibi, vista parziale della mostra Cyanide, alla galleria rodolphe janssen, 2020, ph courtesy rodolphe janssen, Brussels

Sanam Khatibi, Pharaoh’s Dance, 2020, oil on panel, 41 x 51 cm, framed, ph courtesy rodolphe janssen, Brussels

Sanam Khatibi, Nefertiti, 2020, oil on panel, 31 x41 cm, framed, ph courtesy rodolphe janssen, Brussels


RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.