Fabio Viale. Truly

Con la mostra Truly, a cura di Enrico Mattei e in collaborazione con la Galleria Poggiali di Firenze, la città di Pietrasanta porta nei luoghi simbolo della città il materiale d’eccellenza del territorio: il marmo. Ad omaggiarlo circa venti opere dell’artista Fabio Viale (Cuneo, 1975), legato sin da giovane alle Alpi Apuane e alle sue cave, visibili tra la Piazza del Duomo, la chiesa di Sant’Agostino e il suo chiostro dal 27 giugno al 4 ottobre 2020.

Può il marmo sembrare leggero come la carta, sottile come il legno o pesante come l’acciaio? Nelle mani di Fabio Viale sì. Il blocco di marmo è la sua tela bianca da cui parte per raggiungere risultati inediti, tanto che chi osserva le sue sculture si trova spesso a dubitare delle loro caratteristiche formali. Il titolo stesso della mostra può essere letto come un invito ai visitatori a guardare il marmo senza preconcetti, nonostante le apparenze. Non bisogna meravigliarsi dunque se i sacchi di marmo Arrivederci e Grazie (2012) posti sulla scalinata della chiesa sembrino a tutti gli effetti di carta, o se la cassa di frutta all’interno della chiesa Stargate (2017) sembri di legno. Per quest’ultima l’artista ha utilizzato un unico blocco di marmo che ha poi svuotato al suo interno, rendendolo uno spazio fisicamente attraversabile. Da qui il titolo dell’opera che indica la possibilità di un passaggio, un varco verso un mondo altro.

Proseguendo nella penombra della navata della chiesa si incontrano Le Tre Grazie, tre donne originarie della Ghardaïa, città algerina che l’artista ha visitato in uno dei suoi frequenti viaggi. Viale riesce a rendere realisticamente sul marmo i movimenti del panneggio dell’hàik, tipica veste bianca di lana o di cotone che copre il corpo delle donne fino ai piedi, lasciando scoperto solo un occhio. La rappresentazione del velo tipico della popolazione berbera pone l’attenzione sul tema della libertà individuale, libertà che oggi, in tempi di isolamento forzato e di limitazioni, più che mai si vuole preservare; così facendo l’artista crea un ponte tra le tradizioni religiose e secolari e i comportamenti che fanno parte della nostra nuova quotidianità. Di carta sembrano anche L’Aereo (2015) di marmo nell’abside della chiesa e gli Aerei davanti a due specchi nella Sala del Capitolo. Nella Sala Putti si trovano La Suprema (2014), un’altra cassa di “legno” in marmo colorato, Orbitale (2017), uno pneumatico di “gomma” in marmo nero, la Venere Italica (2016), il Vostro sarà il Nostro (2017), un pugno in marmo colorato (o meglio tatuato), e sul giardino Flat Line (2006), una trave di “acciaio” in marmo bianco.

Nella Piazza del Duomo si trova invece la serie di marmi tatuati (2020) tra cui il Souvenir David, un monumentale volto cavo su cui l’artista ha sperimentato per la prima volta questo nuovo tipo di colorazione, la Venere, il Laooconte, il Torso Belvedere e il Torso, quest’ultimo eseguito in collaborazione con il direttore creativo Marcelo Burlon. Le sculture, pensate in dialogo con i monumenti cittadini che le circondano, sono copie in scala delle opere d’arte originali che l’artista colora con pigmenti che penetrano nel marmo come i tatuaggi penetrano nel corpo umano. Così facendo Viale crea un legame tra l’uomo e alcuni tra gli emblemi della storia dell’arte, confermandone l’immortalità. L’iconografia delle opere d’arte del passato, ormai radicata nell’immaginario collettivo da secoli, si lega così ad alcune tendenze iconografiche contemporanee che appartengono al mondo dei tatuaggi, tra cui le immagini legate del mondo criminale giapponese, sudamericano o gli Old School Tatoo.

Infine, sulla piazza del pontile di Marina di Pietrasanta, ancora un’opera in marmo, quasi a riportare il materiale lì dove veniva depositato per essere esportato in tutto il mondo: il mare.

Eugenia Pacelli

Info:

Fabio Viale. Truly
a cura di Enrico Mattei
in collaborazione con la Galleria Poggiali
27 giugno — 4 ottobre 2020
Piazza del Duomo, Chiesa e Chiostro di Sant’Agostino — Pietrasanta (LU)
Pontile di Marina di Pietrasanta (LU)

Fabio Viale, Venere, 2020, marmo bianco e pigmenti, 214 x 68 x 65 cm

Fabio Viale, Venere Italica, 2016, marmo bianco e pigmenti, 173 x 52 x 75 cm; La Suprema, 2014, marmo bianco e pigmenti, 81 x 91 x 56 cm; Orbitale, 2017, marmo nero, 63 x 90 x 67 cm courtesy Galleria Poggiali, Firenze


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