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Giulio Saverio Rossi. Prima di un’immagine dopo di...

Giulio Saverio Rossi. Prima di un’immagine dopo di un quadro

Giulio Saverio Rossi (1988, Massa. Vive e lavora a Torino) a distanza di tre anni torna a Bologna per la sua seconda personale negli spazi di CAR DRDE, dove espone tre serie differenti di lavori nuovi che presentano gli ultimi sviluppi della sua ricerca, fin dagli esordi focalizzata sull’indagine del mezzo pittorico a partire dalle implicazioni percettive e concettuali della luce. Con grande perseveranza l’artista ridiscute lo statuto dell’immagine, sempre intesa come ricezione sensibile di una visione, mettendo in atto raffinati ribaltamenti percettivi e semantici che giocano sui possibili sconfinamenti tra apparizione, sogno, memoria e schema mentale.

Emblematico in questo senso è il dipinto Prima di un’immagine dopo di un quadro (2021), che non a caso intitola anche la mostra, il primo a essere realizzato tra quelli esposti e il primo ad accogliere con la propria espansiva presenza il visitatore che entra in galleria. Si tratta di un lavoro di grandi dimensioni che, se guardato da vicino e frontalmente, occupa quasi tutto il campo visivo dell’osservatore inducendo la sensazione di essere sulla soglia di una stanza buia, in cui solo gradualmente l’occhio riesce ad addentrarsi individuando bagliori e abbozzi di forme. L’effetto è immersivo: oltre la superficie del quadro a poco a poco si riesce a intravedere una foresta di segni neri in controluce che richiamano l’idea di un paesaggio notturno o romantico in procinto di essere rivelato da una misteriosa alba boreale. Il piano pittorico, percorso da guizzi metallici e labili incandescenze che si riverberano nelle profondità cieche del nero dominante, sembra identificare un piano mentale di separazione/osmosi tra una figurazione potenziale e un’astrazione ancora istintivamente mimetica, in cui riecheggia il desiderio dell’artista di scoprire cosa dia origine alla visione in un’immagine che deve ancora essere. Per avvicinarsi il più possibile al cuore di questo enigma, pur essendo conscio dell’impossibilità del suo scioglimento, Giulio Saverio Rossi parte proprio dall’occhio, sofisticato dispositivo biologico di interscambio tra le nostre immagini mentali e le visioni generate dalla luce mediante le quali conosciamo il mondo esterno. La foresta ombrosa che avevamo inizialmente ipotizzato, infatti, non è altro che una rappresentazione ingigantita delle palpebre di un occhio (singolare e universale nello stesso tempo), colto dall’interno in quella particolare condizione di semi-cecità che fotografa l’istante in cui la luce inizia a filtrare dalle ciglia nell’atto di dischiudersi. Oppure potrebbe essere un’impressione del momento contrario, quello in cui l’occhio per difendersi da una luce troppo intensa attiva le sue barriere naturali per oscurare la visione, ma la luce ha già iniziato a produrre nel cervello immagini involontarie che si proiettano all’interno delle palpebre, come le volatili impronte scure che vediamo a occhi chiusi dopo aver fissato il sole e che potremmo riconoscere in alcune macchie con fluorescenza quasi da petrolio che affiorano nella parte alta del quadro. L’opera, a mio avviso la più intrigante del progetto, materializza con sensibilità e precisione il groviglio di percezioni che attivano il pensiero e le emozioni prima che l’occhio riesca a mettere a fuoco un’immagine, evidenziandone la diretta correlazione con lo spettro cromatico della luce e con i suoi riflessi sulle altre superfici, la cui varietà è riprodotta sulla tela grazie alla capacità dell’artista di manipolare i pigmenti pittorici per prepararsi artigianalmente i colori.

Una delle caratteristiche che fungono da filo conduttore nel lavoro di Giulio Saverio Rossi è il suo disinteresse (almeno per il momento) a cristallizzare la sua ricerca in uno stile riconoscibile e stabile, scelta strettamente collegata all’intento di esplorare la pittura tout court e costantemente alimentata dalla propensione a spaziare a vari livelli tra gli infiniti riferimenti offerti dalla storia dell’arte. Sarebbe ad esempio difficile a prima vista, se non fosse per l’inconfondibile luce endogena che li pervade e per l’analoga tattilità liscia e soffice della superficie pittorica, ricondurre allo stesso autore i dipinti della serie ITEM (videogame), ciascuno dei quali raffigura da angolature leggermente differenti, che sembrano alludere nel loro insieme a una rotazione, un diverso modello di pistola sospeso in abbozzi di un indefinibile paesaggio semi-naturale. In questo caso a prevalere è un approccio concettuale alla pittura: gli oggetti-pistola che gravitano nello spazio sono prelevati da frame di videogame, e quindi sottratti al flusso narrativo in cui sono immersi, per essere trasportati tramite la pittura in un fondale-luogo altro. L’effetto surreale, che definirei di lontana ascendenza magrittiana, è generato qui dalla traslazione della medesima immagine mentale, già in origine priva di una propria specifica individualità fisica, dall’ambito digitale alle sue potenzialmente infinite incarnazioni pittoriche in modo da renderne altrettanto evidenti la presenza psichica e la costitutiva evanescenza.

La mostra si conclude con le quattro opere che compongono la serie Farsi un fuoco (2021), il cui supporto tubolare (l’anima di cartone attorno alla quale vengono arrotolate le tele nelle mesticherie per artisti) guida lo sguardo all’interno del percorso espositivo collegando idealmente le visioni dipinte alla struttura spaziale della galleria. Qui l’artista affronta un altro archetipo ricorrente della pittura – il fuoco e la particolare luminosità che emette – creando un lungo orizzonte di fiamme compendiarie pronto a diventare a sua volta paesaggio reale e immaginato.

Info:

Giulio Saverio Rossi. Prima di un’immagine dopo di un quadro
20/04/2021 – 19/06/2021
Testo critico: Davide Ferri
CAR DRDE
Via Azzo Gardino 14/A Bologna

Giulio Saverio Rossi, Prima di un’immagine dopo di un quadro, installation view at CAR DRDE

Giulio Saverio Rossi, Prima di un’immagine dopo di un quadro, 2021, olio su lino, 190 x 175 cm

Giulio Saverio Rossi. Prima di un’immagine dopo di un quadroGiulio Saverio Rossi, Prima di un’immagine dopo di un quadro, installation view at CAR DRDE

Giulio Saverio Rossi, ITEM (VIDEOGAME) #2, 2021, olio su lino, 35 x 45 cm

For all the images: courtesy CAR DRDE Bologna Photo: Carlo Favero


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