Preferire l’ombra, a Palermo

Giacomo Pigliapoco e Luca Gennati, in collaborazione con Cassata Drone Expanded Archive, hanno presentato Preferire l’ombra, con le opere di James Bridle, Valentina Furian, Paolo Cirio, Il Pavone, Julius Neubronner, Marco Strappato. Le sedi occupate per questa mostra erano il Loggiato di San Bartolomeo della Fondazione Sant’Elia e l’attico di via Malta 21, ormai sede principale di Cassata Drone. Il titolo rimanda a un costante equilibrio tra visibilità e invisibilità nel rapporto tra sorvegliante e sorvegliato: tema di indagine la sorveglianza nei suoi aspetti civili, militari, visivi e primitivi. Una ricerca quindi che prende avvio dai moderni droni con l’intenzione di dichiarare la necessità di una strategia personale di oscuramento. Non solo il sorvegliante resta invisibile preferendo l’ombra, ma anche il sorvegliato dovrebbe proporsi di togliersi con coscienza dai riflettori. Come sottolineano i due curatori – Giacomo Pigliapoco e Luca Gennati – “nell’età della sorveglianza di massa, la connessione tra ciò che è oscuro e decentrato è vista come un atto comune di resistenza. La totalità degli elementi centralizzati tendono a controllare e smorzare il potenziale sovversivo dell’oscuro e, rimandando a Simmel, delle società segrete. Questo aspetto doveroso da sottolineare perché tutti noi dovremmo preferire – preferire che cita necessariamente quello riconosciuto dalla letteratura americana – l’ombra, prima capendola e poi scegliendola. La sempre più palese sovrapposizione dell’idea di essere umano con la realtà di esseri tecnologicamente avanzati conduce a cercare possibilità di evasione del controllo mediale. Il costante sguardo endoscopico della società di controllo, composta da occhi virtuali innestati nei nodi della rete di internet, spinge le singole interiorità a trovare elementi di fuoriuscita e isolamento verso un desiderio di piena autonomia e libertà… Dobbiamo saper scegliere come e quando optare per le ombre: in questo modo possiamo renderci visibili o invisibili a seconda delle nostre esigenze. Trovare un’area di movimento incontrollato richiede una serie di competenze che permettono a un singolo individuo di raggiungere un pieno controllo e potere su di sé. La comunità hacker è di certo in grado di interpretare i meccanismi della rete: grazie alla loro capacità di leggere e modificare il linguaggio della programmazione informatica possono garantire un rapporto diretto ed equo tra cittadini e sistemi informativi”.

L’artista e scrittore James Bridle ha realizzato, nella Piazza Cassa di Risparmio,  l’opera pubblica Drone Shadow. Nella sede di via Malta, invece, sono state proposte le foto d’archivio del chimico tedesco Julius Neubronner, inventore della fotografia aerea con piccioni viaggiatori, e l’installazione audiovisiva Frutto del sorbo di Valentina Furian. Nel Loggiato di San Bartolomeo, infine, tre opere: Flying over the white threshold di Marco Strappato e Sociality di Paolo Cirio e una nuova produzione del collettivo Il Pavone. è bene sottolineare che l’opera di Paolo Cirio è composta da più di 20mila brevetti, hackerati dall’artista stesso, sulla previsione dei comportamenti sociali, evidenziando l’onnipresente controllo tecnologico a cui siamo costantemente sottoposti.

In definitiva, con queste poche parole, si vuole sottolineare che questa mostra non aveva solo l’intento di una valenza visiva, ma ha voluto essere ipnotica a livello di contenuto, scendendo quindi nel campo del sociale e del politico. Sociale e politico, due parole grosse, da intendersi nel senso più alto del termine, toccando perciò i temi che coinvolgono una qualsiasi comunità contemporanea: un insieme di cittadini che spesso sono costretti a vivere la contemporaneità senza potere fare opposizione.

Paolo Cirio, Sociality, 2018, digital print on paper, variable dimensions, installazione per Fondazione Sant’Elia. Ph A.Gambino, courtesy Cassata Drone Expanded ArchivePaolo Cirio, Sociality, 2018, digital print on paper, variable dimensions, installazione per Fondazione Sant’Elia. Ph A. Gambino, courtesy Cassata Drone Expanded Archive

Marco Strappato, Flying over the white threshold, 2019, two-channel video installation, loop, in collaboration with Gianluca Moscoloni, installazione per Fondazione Sant’Elia. Ph A.Gambino per Cassata Drone Expanded Archive, courtesy The Gallery Apart Rome

Preferire l’ombraJames Bridle, Drone Shadow, 2013, road marking paint, model RQ-4A Global Hawk, 35.4 x 13.5 m. Installazione realizzata per Piazza Cassa di Risparmio

Il Pavone, Thunder Scorpion, 2019, two-channel video installation, loop, installazione per Fondazione Sant’Elia. Ph A.Gambino, courtesy Cassata Drone Expanded Archive

image_pdfimage_print

RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.