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Sara Bonavenura | Elisa Muliere. ICONOPLAST

Sara Bonavenura | Elisa Muliere. ICONOPLAST

Sara Bonavenura ed Elisa Muliere in collaborazione con Madelon Vriesendrop, artista olandese e co-fondatrice dello studio OMA, sono le artiste di ICONOPLAST, un progetto transdisciplinare in mostra al Museo Caos — Centro Arti Opifici Siri di Terni curato da Adiacenze e da Anna Rossellini. L’opera site specific è solo il risultato finale di un periodo di residenza compiuto presso il Museo CAOS, durante il quale le artiste hanno potuto collaborare con alcune aziende del territorio – Bazzica, Enycs, Faroplast, Lucy Plast, Meraklon – e con l’HackLab del museo per la produzione delle opere e del progetto espositivo. Un’altra prova riuscita quella di Adiacenze, affermato spazio di sperimentazione delle arti contemporanee bolognese, che negli ultimi anni ha portato avanti un progetto di residenze d’artista in Emilia Romagna, ora in via di espansione a livello internazionale, in cui gli artisti/e che si cimentano col territorio in cui sono ospitati/e, contrariamente alle normali residenze d’artista, sono accompagnati dai curatori. La mano che crea e quella che coordina, si uniscono per dare luce a un’esperienza vera e completa, che lascia alle città ospitanti un reale segno della loro presenza sul posto.

È importante sapere quali storie creano mondi, quali mondi creano storie. [1]

Così si apre il lavoro pensato, studiato e vissuto che Adiacenze lascia al Museo Caos di Terni: un progetto, ICONOPLAST, che è l’eco di una realtà paradossale, lontana anni luce dalla nostra. In questo microcosmo, l’elemento che funge da collante fra le due opere esposte è la plastica: questo materiale tanto demonizzato ai giorni nostri per essere – indubbiamente – causa di inquinamento globale, qui diventa sinonimo di rinascita e vitalità. La materia plastica, indagata dalle artiste durante le trasferte aziendali nel territorio umbro, è stata da loro rimodellato sovvertendone gli schemi e le logiche convenzionali intrise di denuncia sociale. Qui la plastica degli imballaggi non ha a che fare con l’ecologia, con la lavorazione o con il consumismo, ma è imbevuta di un nuovissimo significato e abita una dimensione “transeunte” che genera vita. Nella Sala Ronchini del Museo Caos smaterializzazioni video, elementi scultorei e assemblaggi realizzati con plastiche di recupero, di scarto domestico o industriale compongono un ambiente post human in cui, nonostante tutto, il calore umano c’è e si sente. I colori sono sensuali e le opere sono in pieno fermento vitale.

All’inizio avevamo Dio, gli esseri umani e la natura. Gli umanisti fecero a meno di Dio, lasciando gli umani in un conflitto perpetuo con la natura. I postumanisti fanno a meno degli umani, lasciando soltanto la natura. La distinzione tra Dio, la natura e l’umanità non rappresenta alcuna eterna verità sulla condizione umana. Essa riflette semplicemente i pregiudizi delle società che hanno mantenuto la distinzione.[2]

Da un lato Bonaventura crea delle installazioni video che oscillano tra il genere documentaristico sci-fi e il racconto mitico dell’evoluzione della vita sulla terra, dall’altro Muliere preme l’acceleratore e, dallo studio dell’archetipo, passa all’analisi di un nuovo stadio evolutivo della materia: immagina il futuro. Le sculture di Muliere sono come liquefatte, filiformi, si sciolgono al solo guardarle e con questa raffinata delineazione dell’universo dell’artista, ecco che vediamo impressi nelle opere la forma, il calore, la vita. Convivenza tra organico e inorganico, tra forma e sostanza: abitare ICONOPLAST significa lasciarsi accompagnare dai pensieri più astrusi e più lontani e avere libero accesso a una dimensione perturbante fatta di soffici forme. In questo perimetro del museo umbro si disegna un’esperienza immersiva, un’esposizione come fosse un tunnel in cui perdersi e lasciarsi meravigliare dall’alterità, dal futuro, da ciò che non conosciamo. Come sarà il nostro futuro fra vent’anni? Duecento? O mille? Come cambierà il nostro corpo? Persi/e in mille interrogativi e improbabili supposizioni, fino al 24 aprile 2022 sarà possibile visitare il tentativo edonistico e assieme ludico, di proporre un futuro lontano fatto di linee tratteggiate che siamo chiamati/e a: “strappare – come direbbe Zerocalcare – lungo i bordi”.

[1] Donna Haraway in Giorgia Tronconi, testo critico di ICONOPLAST
[2] Robert Pepperell, Manifesto del Postumano, 2006

Info:

Sara Bonavenura | Elisa Muliere. ICONOPLAST
12/03/2022 – 24/04/2022
Museo Caos — Centro Arti Opifici Siri di Terni
via Franco Molé, 25 Terni

ICONOPLAST

For all the images: Sara Bonavenura | Elisa Muliere. ICONOPLAST, installation view at Museo Caos — Centro Arti Opifici Siri di Terni, courtesy Museo Caos


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