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BienNoLo. Essere dentro l’esperienza

BienNoLo. Essere dentro l’esperienza

Chi l’avrebbe detto che il quartiere tra via Padova e la Stazione Centrale un giorno sarebbe diventato noto come NoLo (North of Loreto), ma soprattutto, chi avrebbe detto che la fabbrica di panettoni Giovanni Cova, a due passi da viale Monza e dimenticata per anni, avrebbe ospitato alcuni degli eventi più ricercati in città: Settimana della Moda, Fuorisalone, e ora anche BienNoLo, prima edizione della biennale d’arte milanese a cura di Carlo Vanoni, ArtCityLab (Rossana Ciocca e Gianni Romano) e Matteo Bergamini.

Tema di questa biennale, che si è conclusa lo scorso 26 maggio, è stata la sostenibilità ecologica, insieme a quello di transitorietà, passaggio, site specificity, ambiente. In altre parole, il tentativo di una riscrittura non più antropocentrica ma biocentrica del panorama urbano e naturale. E l’ex fabbrica si è prestata bene a questo scopo perchè la natura così connotata dei suoi spazi, quelli vuoti e non occupati di un laboratorio dismesso, ha obbligato prima di tutto a guardarsi intorno, a lasciar emergere le condizioni materiali di un luogo in cui la vegetazione spontanea è la sola ad aver mantenuto il suo esercizio, nonostante la disaffezione dell’attività umana.

La scelta stessa di eleggere la luce naturale a protagonista dell’illuminazione delle opere, evitando quindi l’utilizzo di energia elettrica, ha agevolato gli artisti a muoversi in una direzione anti-monumentale e anti-decorativa, a non operare necessariamente in uno spazio definito ma a inserirsi negli interstizi e nelle trame del vecchio panettonificio, utilizzando lo spazio direttamente come mezzo fisico dell’opera.

Adrian Paci, ad esempio, ha invitato il visitatore a sedersi di fronte a una pianta e a fissarla, lasciando che fossero le cose stesse ad accadere: i rumori, il silenzio, il passaggio del sole, la pioggia. L’installazione era composta da un lungo tubo di ferro che si alzava dal pavimento in forma orbitale, fino a circondare la pianta come per proteggerla. Poco distante l’intervento di Mario Airò: tre conchiglie di mare appoggiate su un gancio sporgente dal muro, in dialogo con un vecchio cartello che invitava a “tenere pulito”.  La messa in scena, in entrambi i casi, di un gesto essenziale e intimo, che ha tenuto momentaneamente in equilibrio perizia umana e vitalità della natura.

Anche Francesca Marconi è stata pronta a mettersi in comunicazione con tutte le forme di vita, comprese piante e animali, in modo immediato. Il performer che ha indossato la sua opera, una sorta di mantello o coperta mimetica, è diventato pura natura, puro istinto, in piena continuità con il paesaggio circostante.

Sempre da una coperta, ma ora di quelle isotermiche usate da chi è in attesa di soccorso, era composta anche l’installazione di Riccardo Gusmaroli. Con una costellazione di fori che rimandava all’immagine di un cielo stellato, l’opera si è presentata come un invito a guardare oltre, in termini non solo di spaziali ma anche metaforici.

In generale si direbbe che l’obiettivo di tutti e trentasette gli artisti invitati a BienNoLo è stato quello di rendere la condizione di essere dentro a un luogo e non distante, di rendere la presenza, dando conto del fatto essenziale che il mondo non sta davanti a noi ma intorno a noi.

E ciascuno di loro l’ha fatto facendo parlare lo spazio e la luce esistenti: mettendo cioè in mostra non solo la propria opera ma anche la presenza materiale e non astratta di ciò che l’ha preceduta e inquadrata: la profondità degli spazi, le texture delle pareti, le condizioni di luce, la vegetazione spontanea.

Cose che vediamo sempre ma alle quali non prestiamo attenzione. Tutto questo senza dettagli seducenti o descrizioni minuziose. Lasciando, per così dire, lo sguardo libero di vagare e di meravigliarsi.

Info:

BienNoLo 2019

Artisti invitati:

2501, Mario Airò, Stefano Arienti, Elizabeth Aro, Francesco Bertelé, Stefano Boccalini, Marco Ceroni, T-yong Chung, Laura Cionci, Vittorio Corsini, Carlo Dell’Acqua, Premiata Ditta, Serena Fineschi, Giovanni Gaggia, Giuseppina Giordano, Riccardo Gusmaroli, Massimo Kaufmann, Sergio Limonta, Loredana Longo, Iva Lulashi, Francesca Marconi, Margherita Morgantin, Alessandro Nassiri Tabibzadeh, Adrian Paci, Federica Perazzoli, Matteo Pizzolante, Alfredo Rapetti Mogol, Sara Rossi, Alessandro Simonini, Ivana Spinelli, The Cool Couple, Eugenio Tibaldi, Luisa Turuani, Massimo Uberti, Vedovamazzei, Bea Viinamaki e Italo Zuffi

Via Popoli Uniti, 11, 20125 Milano

BiennoloAdrian Paci, Il silenzio delle piante, 2019

Mario Airò, Nerita, 2019Mario Airò, Nerita, 2019

Francesca Marconi, Cartografia dell’orizzonte Transhumus, 2018-19Francesca Marconi, Cartografia dell’orizzonte/Transhumus, 2018-19

Riccardo Gusmaroli, Coperta Termica, 2019Riccardo Gusmaroli, Coperta Termica, 2019


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