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Io, Renato Guttuso. Il “siciliano viziato’’ a Noto...

Io, Renato Guttuso. Il “siciliano viziato’’ a Noto

Pensando alla cultura e all’arte siciliana è scontato che ci vengano subito in mente i templi e i teatri greci; la Sicilia, grazie alla sua posizione geografica, ha fin dall’antichità avuto un ruolo di mediazione tra l’Oriente e l’Occidente e gli influssi che derivano dalle popolazioni provenienti da entrambe le aree hanno sicuramente influenzato nei secoli anche l’arte contemporanea. La Sicilia, proprio per la sua diversità territoriale, per l’eleganza dei maestosi edifici costruiti nei secoli e per il suo aspetto alle volte anche misterioso, affascina numerosi artisti locali e non, artisti diventati successivamente maestri di fama mondiale.

Fra i locali non possiamo non citare Renato Guttuso, pittore bagherese del XX secolo che si dedicò al realismo politico. Nei suoi primi lavori l’impronta è sicuramente verista e naturalista, col principale obiettivo di restare in linea con la sua personale esecuzione figurativa i cui temi ruotano attorno al mondo più umile, quello contadino, rurale e popolare, temi che di conseguenza si agganciano a quelli sociali o a soggetti politici.

Guttuso soggiornò a Roma dove, entrando in contatto con la “scuola romana”, riuscì a mostrare avversione per la politica e le mode culturali del regime fascista già prima della guerra. Artista illuminato dalla sua terra, fu protagonista di un’epoca piena di mutamenti, rivolte sociali e culturali, che non cambiò mai il proprio stile figurativo.

A Noto, presso l’Ex Convento di Santa Chiara, è stata inaugurata il 27 giugno scorso la mostra Io, Renato Guttuso, a cura di Giuliana Fiori e organizzata dall’associazione culturale senza scopo di lucro Sikarte. L’evento sposa l’intento dell’associazione, che si pone come obiettivo principale quello di rendere più fruibili i luoghi unici della Sicilia, attraverso location di prestigio e artisti contemporanei ormai storicizzati. La scelta della città di Noto per la mostra dedicata al maestro bagherese si accorda perfettamente con quello che è il progetto di Noto Città d’Arte, incentrato proprio sull’arte siciliana.

La mostra presenta trentaquattro opere, tra oli e disegni, che raccontano Guttuso come uomo, come artista, scenografo e come intellettuale impegnato anche da un punto di vista politico, mettendo in risalto aspetti pubblici e privati di una vita ancorata fino all’ultimo alle proprie origini-radici; una mostra-documentario che regala una visione inedita di un uomo-siciliano-artista che con tutto sé stesso ha partecipato alla realtà del proprio tempo, scontrandosi con ideologie non affini alla propria morale.

In ogni opera, indipendentemente dall’aspetto cromatico o dal periodo di esecuzione, ciò che sarà sempre possibile osservare è l’elemento comune: la Sicilia, la sua terra di origine, con la quale instaurò un legame così forte negli anni, nonostante la lontananza, tanto da affermare in un’intervista rilasciata a Giuseppe Tornatore: “Non credo ci sia al mondo un posto come la Sicilia. Sono un siciliano viziato”.

Info:

Io, Renato Guttuso
a cura di Giuliana Fiori
27 giugno – 11 ottobre 2020
Museo Civico di Noto – Ex Convento di Santa Chiara,
Corso Vittorio Emanuele 147 – Noto (SR)
SIKARTE – www.sikarte.it /  info@sikarte.it  / +39 334 199 9072

Renato Guttuso

For all the images: Io, Renato Guttuso, installation view at Museo Civico di Noto – Ex Convento di Santa Chiara


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