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Enzo Cucchi. Antifragile: opere libere d’aria contro ogni retorica spiegazionistica

In uno dei dialoghi che Paul Cézanne ebbe con il caro amico Joachim Gasquet, relativamente alle eccessive spiegazioni che gli artisti tendevano a dare al pubblico, l’artista di Aix-en-Provence asseriva incisivamente che un’opera “la si vede subito o non la si vede mai. Le spiegazioni non servono a niente. Perché commentare? È tutto un pressappoco.[1] Con queste parole ben salde in mente, si potrà visitare la mostra dedicata a Enzo Cucchi (Morro d’Alba, 1949), intitolata Antifragile presso la galleria romana COLLI Independent Art Gallery, in programmazione fino al 31 dicembre 2021. La breve ma intensa esposizione si libra come una corrente d’aria turbinosa pronta ad abbattere i codici metodologici dell’arte, e induce Cucchi a plasmare opere ai limiti dell’impossibilità, vicine alla follia dinamica creativa che solo lui possiede, sì da limare il confine tra arte e vita. L’interessante retrospettiva nasce a fronte di una lettura da parte dell’artista delle poesie di Ezra Pound, da cui è nato un dittico in rassegna, il titolo dell’esposizione è invece tratto da una citazione del poeta Nassim Nicholas Taleb. Antifragile è un microcosmo a sé, la mostra raccoglie tutte le emozioni dettate dagli intensi ritmi del mondo, della natura e dai pazzeschi turbamenti della vita. Alla rassegna si accompagnerà una pubblicazione, in corso di produzione, edita da Viaindustriae e Colli publishing platform, in cui verranno raccolti disegni, pensieri e annotazioni di Cucchi attorno al dittico in mostra Senza titolo (Pound).

Nei tre lavori, allestiti con perspicacia e calibrata armoniosità nello spazio della galleria, emerge la profonda considerazione secondo cui l’opera diventa una sorta di lucernario con la dominante di conoscere dove si affacci. Un tale intenso approccio al fare artistico poteva soltanto derivare da un coinvolgimento complessivo di tutti gli organi dell’essere umano, la cui arte poetica, in questo caso, è uno stimolo per un uso volontario attivo e produttivo dei nostri dispositivi vitali.[2] Cucchi, in altri termini, intende coinvolgere tutti gli organi, anche i meno nobili, e così che la creatività esce dal marasma dell’uomo per trovare momento di sviluppo nella ninfa vitale dalla poesia. Le opere nascono sotto il segno della creazione sfuggente e inafferrabile, secondo un metodo per iridescenza, ponendosi come delle meraviglie artistiche tra tragedia e fascino primordiale.

Manifestazione tanto introiettante quanto densa di profondi significati e interrogativi quella di Cucchi, che svela l’ingorgo misterioso tra la produzione artistica e poetica, nel già citato dittico Senza titolo (Pound). Quest’opera è composta da due basi in cemento ricoperte da tarsie ceramiche rappresentanti visi dall’aspetto filiforme e dal carattere parodistico, ritratti su cui si adagia la presenza estranea di un uccello che si poggia alternativamente sui volti stessi. I tratti somatici definiti da grafismi contorti – in cui è possibile ravvisare la fisionomia di Ezra Pound – nascono da un fermento visivo tipicamente anti-edonista. Nei ritratti è ben avvertibile la necessità di allontanarsi dal simmetrico, dall’euritmico, per voler trovare nel criptico vive sollecitazioni. Pare che nel dittico avvenga un incontro elastico tra il lecito e il proibito, tra la coscienza e l’incoscienza; emerge, senza mezzi termini, ciò che il surrealista André Breton aveva affermato circa un’opera scultorea, intendendo come “l’opera plastica deve riferirsi a un modello interiore, altrimenti non sarà.” [3] Così, nonostante la pesante consistenza data dalla voluminosità dai blocchi di cemento, questi si librano nell’aria come momenti di incarnamento con la poesia di Ezra Pound. Un incontro, quello con l’arte poetica, che da sempre è per Cucchi suggeritore di ammalianti e criptiche immagini, poiché è l’artista stesso ad affermare come è “la poesia che deve dirmi subito di cosa parla, deve darmi immediatamente l’argomento, deve dirmi subito qual è l’immagine, qual è il miracolo” [4]

Radura, è il titolo della scultura posta longitudinalmente nello spazio espositivo che nasce da una collisione tra elementi ceramici e come una creatura in stato di quiete sembra distendersi in una potente volontà di vita fatata e favolosa. Termine, quest’ultimo da intendere non nell’accezione romantica, bensì a favore di quella coniata dal filosofo Nietzsche, secondo cui il mondo vero si è fatto favola[5] e si presenta ai nostri occhi come una falsa idea. Il materiale in alcune parti rimane grezzamente trattato, mentre in altre compare una patina bianca che apre verso zone di splendente cromia, mentre nella giuntura finale della scultura compaiono inserti in ceramica inseriti con degli aculei, come ulteriori momenti d’inerzia della surreale creatura. A Cucchi non interessa la filosofia del bel materiale, privilegiando, invece, una scultura che vive e brilla, come un irsuto essere dalla rugosità materica, figlia di un artista mangiafuoco. Con queste opere, egli si pone prepotentemente lontano dai compiti descrittivi e spiegazionistici dell’arte, per avvicinarsi piuttosto a un approccio vitalistico, in cui arte e vita combaciano generando una scultura imperfetta, calata in una sospesa datità.

Tra i lavori in mostra spicca per il suo carattere aleatorio Ballo d’Avanguardia, in cui l’artista adotta la particolare scelta di dipingere a olio su una base per affresco, donando una certa porosità al colore. L’opera si costruisce sugli elementi del luogo, dello spazio e dell’aria: la tavola orizzontale si dilata e la figura ritratta, assieme all’escrescenza in ceramica, diventano un tutt’uno. Così l’opera si anima di vita propria e vibra come se fosse una membrana che si nutre di questo passaggio: la figura potrebbe essere desunta da una maschera romana, forse a voler intendere l’icona di uno stato d’animo, che si presume essere terrificante, e volge a noi lo sguardo per ricordarci che il corpo oltre a essere visto è anche vedente. Con Antifragile le opere, dunque, sono uno strumento autodidatta, libero da pregiudizi. La cifra finale di questa mostra è nella sapiente abilità dell’artista secondo cui l’opera si pone allo spettatore nella sua necessità di essere divorata, bevuta a grandi sorsi, quale anche momento di un viaggio iniziatico verso le sue radici oscure, per farci risalire verso un’ebbrezza sensoriale capace di “farci vedere e sentire, laddove la parola – in questo caso la poesia – fallisce.” [6] 

Mariavittoria Pinotti

[1] Joachim Gasquet, Cézanne. Dialogo di un’amicizia, a cura di Marcello Ghilardi, postfazione di Luca Taddio, Mimesis Edizioni, Arte e critica, 2010, p. 119
[2] Giorgio Agamben, L’ uomo senza contenuto, Quodlibet, 2013, p. 117
[3] André Breton, Il surrealismo e la pittura, (1928), Abscondita, 2010, p. 16
[4] Enzo Cucchi in conversazione con Giancarlo Politi, intervista di Giancarlo Politi, in “Flash Art”, supplemento, No. 353, Vol. 54 estate 2021, p. 88. Articolo originale: Gianni Politi, Un incontro a più voci intorno ad uno dei protagonisti dell’arte di oggi, “Flash Art” n. 141, novembre 1987, pp. 58-64
[5] Friedrich Nietzsche, Crepuscolo degli idoli, ovvero come si filosofa con il martello, (1889), Adelphi, Milano
[6] Joachim Gasquet, Op cit., p. 133

Info:

Enzo Cucchi. Antifragile
COLLI Independent Art Gallery
Dal 2 ottobre al 31 dicembre 2021
Via di Monserrato, 103 – 00186, Roma
Orari di apertura: dal lunedì al sabato 11.00 – 13.00 | 15.00 – 19.00
+39 06 59875758 | +39 334 712 4065
colli-independent.com | info@colli-independent.com

Exhibition view, ENZO CUCCHI Antifragile, COLLI Independent Art Gallery, Roma, Ph. Credit Roberto Apa, Courtesy the GalleryExhibition view, Enzo Cucchi. Antifragile, COLLI Independent Art Gallery, Roma, Ph. Credit Roberto Apa, Courtesy the Gallery

Exhibition view, Enzo Cucchi. Antifragile, COLLI Independent Art Gallery, Roma, Ph. Credit Roberto Apa, Courtesy the Gallery

Exhibition view, Enzo Cucchi. Antifragile, COLLI Independent Art Gallery, Roma, Ph. Credit Roberto Apa, Courtesy the Gallery

Exhibition view, Enzo Cucchi. Antifragile, COLLI Independent Art Gallery, Roma, Ph. Credit Roberto Apa, Courtesy the Gallery

Enzo Cucchi, Senza titolo (Pound), dittico, tarsie ceramiche su cemento, 2021, 33x17x7 cm, Ph. Credit e Courtesy the Gallery

Enzo Cucchi, Ballo d’Avanguardia (2018), olio su pannello a nido d’ape preparato per affresco e ceramica, 2018, 25x115x15 cm, Ph. Credit e Courtesy the Gallery


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